Un caso o una coincidenza?
Stasera mi ha fatto compagnia una leggera insalata verde con gouda, carote alla julienne, olio , aceto balsamico e sale, unito ad una semplice acqua naturale, frutta e un bigné al cioccolato, ma l’ho digerita in fretta ed a quest’ora ho sentito la necessità di un panino al formaggio.
La giornata è andata quieta, al mare, a dormire un pò con alcuni amici ed a riflettere nel dormiveglia sulle tante cose che fluttuano nella mia vita.
Recentemente arrivano alla mie orecchie delle sensazioni od opinioni comuni, che “viviamo in tempi difficili” , che c’è la crisi, che non si vede una via di uscita.
Effettivamente è vero, viviamo in tempi impossibili da immaginare per quelli che oggi sono anziani, pensionati, che hanno avuto una vita di lavoro e che hanno considerato il lavoro come una parte scontata della loro esistenza, bei tempi!!
Stefano Benni (che stimo da quando lessi La compagnia dei Celestini) scrive se i tempi non chiedono la tua parte migliore inventa altri tempi. (Baolian, libro II, vv. 16-17); questa è una frase pluricitata e riportata in tanti blog o frasi di facebook.
E’ una opinione chiara, che si dovrebbe tenere nella nostra mente, ma come si inventano altri tempi??
Ci penso da quando sto provando a scrivere questo messaggio (da ormai 6 giorni) e forse sono arrivato alla mia conclusione ed è una conclusione che arriva dopo essere stato investito anche da altre lamentele… varie… del tipo “non mi piace il mio lavoro”, “non ho una vita sentimentale”, “le cose stanno peggiorando”.
Personalmente in tutta la mia bipolarità “vai e vieni”, ho sempre cercato di non perdere l’entusiasmo nell’affrontare le cose, anzi quando si presenta un problema, il solo doversi mettere in moto per risolverlo, mi da un lieve carica di adrenalina… oltre chiaramente ad ansia, preoccupazione, paura di non farcela etc.
Il primo passo per darsi da fare sarebbe, forse, quello di capire che lo status attuale è diventato non idoneo a convivere con l’ambiente circostante, da qui si arriva alla fase 2, ovvero quella di imparare cose nuove.
Il primo passo per cambiare i tempi dovrebbe quindi partire dall’apprendere nuove cose, senza paura e vincendo la stanchezza di apprendere il nuovo, apprendere significa adattarsi, in qualche modo.
Apprendere nuove teorie, nuove lingue, nuovi studi, apprendere qualcosa di se stessi, quello che va e quello che non va; dall’apprendimento deriva la conoscenza e la conoscenza maggiore, se usata con buoni scopi, é sempre stata foriera di cose buone.
Oggi per vincere il momento di grande incertezza che stiamo attraversando, io stesso cerco di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo e, nell’atto di apprendere, mi sento tranquillo, mi sento protetto, come quando imparavo le cose a scuola, nella tranquillità della mia stanza.
Tutte le cose che sto imparando adesso a 32 anni , sforzandomi il più possibile, saranno gli strumenti che non oggi o domani, ma presto, mi consentiranno di avviare il processo di cambiamento dei tempi e, nell’atto di cambiamento, assistere alla invenzione di nuove fasi della mia vita, nuove, difficili, inimmaginabili ad oggi.
Questo non può mai essere fonte di paura, questo ci porta la novità: il nuovo ci fa uscire dalla prigione della stasi.
Si, mi sembra un pensiero corretto.
P
Dopo la cena, la camomilla, il relax
La camomilla si fredda, mentre qualche farfalla-tarma-da-farina continua a volare nella mia cucina, nonostante adesivi antitarme, baygon, fogli di carta e anatemi alla giapponese. Stasera ne ho beccate due, mentre il filtro rilasciava la camomilla nell’acqua appena uscita dal bollitore.
Una camomilla è perfetta chiusura di questa giornata lunghissima, iniziata dopo un sonno incerto, tra il lavoro in casa, il domestico che stirava le camicie, il pranzo con gli gnocchi, un pomeriggio in ufficio dove, senza singhiozzi o interruzioni in corso d’opera sono riuscito miracolosamente a portare avanti tutti i compiti ed a chiudere finalmente un paio di progetti sospesi.
Ad ogni sorso posso ricordare i momenti salienti della giornata, il momento in cui trovo lo script giusto, quello in cui risolvo l’invio della email, quello in cui non capisco più nulla perchè faccio e rifaccio, ma muoio di fame e vado a comprare un pezzo di pizza, quello in cui due parole al posto giusto rimettono ordine nei registri.
La sera poi alle 20 il classico appuntamento con la capoeira non delude: un buon allenamento, una bella sudata, due chiacchiere, doccia e poi cena tutti insieme, a mangiare pizza e birra.
Parli riparli, alcuni li conosci appena, altri li guardi e ti ricordi che troppe cose hai condiviso insieme, altri ti sorridono perchè sono contenti di quel momento di festa e altri sono lì da poco e si sentono parte di quel qualcosa comune, poi arriva il caffè, il conto e fuori altre due chiacchiere in pochi.
La giornata è stata lunga, la settimana si chiude qui, domani Olanda, viaggio, evasione, ristoro. La camomilla ora si può bere, è alla temperatura giusta e ad ogni sorso non seguono altri momenti della giornata, ma ogni momento della giornata diventa un sorso che io bevo serenamente, finchè la tazza non si vuota, finchè la giornata non è finita, finchè non ritorno al mio punto di equilibrio.
Poi solo la via più breve per il letto!
Una e zerootto
Mi piace questo nuovo WP. Potrebbe essere la volta buona che questa impostazione mi aiuti nella creazione di un nuovo flusso di pensieri, di senso compiuto, ironici magari, leggeri… sarebbe gradito e brevi, perchè si va sempre di fretta.
Nonostante il gap di silenzio che mi separa dall’ultimo post, è bene saltare direttamente al presente e guardare già a domani, con la sveglia alle 8, la giornata di programmi, aggiornamenti, spedizioni, mails, grafiche, brochure e cose che non si trovano!
Momento di grandi cambiamenti si, di nuovo, nel lavoro, nei programmi di breve periodo ed in quelli di lungo periodo, riassumendosi tutto in ciò che ha detto Fabrizio stasera, dopo kebab e cocacola: “l’imprenditore si dà degli obiettivi, uno per volta, ed arriva al termine di ogni obiettivo… e poi va avanti”.
Grazie Fabrizio, a volte, quando le cose sono dette da altri, in momenti di svago o di discussioni serie, alla fine di una giornata intensa, tutto il fumo che ci gira nella testa e che intrappola pensieri idee e decisioni, viene soffiato via momentaneamente, istantaneamente… vediamo le cose chiare per un attimo, magari sono poche, ma per quell’attimo le riusciamo a vedere concretamente e mentre le vediamo ricoperte nuovamente di fumo, una piccola immagine istantanea ce la siamo riusciti a tenere.
Domani sarà una giornata abbastanza intensa, sarà come salire su un autobus, con l’idea di scendere ad ogni fermata e risalire subito dopo, con la sicurezza di aver fatto ogni cosa, sperando che una fermata persa non faccia perdere tutte le altre o che, presi dalla pigrizia e dall’idea di non essere in grado di portare a termine tutte le cose, non ci abbandoneremo ad aspettare il capolinea.
Nel dubbio, stanotte che è arrivato l’autunno, dormirò.


