Riprende, a volte... a volte molto più di prima, la voglia di guardare nel vuoto, altrove.
Giornate passate a riflettere, a valutare i momenti, gli umori, i progetti... ad aspettare, a sonnecchiare, a sbadigliare, preparandosi al risveglio. L'umore cambia e migliora, perché le circostanze sono opportune, opportuno è pure il momento, perché, in fondo, arriva anche il bisogno di cambiare, di crescere, di 'migliorarsi'.
Ecco che allora si presta di nuovo attenzione alle cose, si osserva, si ascolta, si sorride e si pensa che in fondo è come cucinare, basta mettere insieme gli ingredienti giusti, forse non è così difficile, forse in fondo basta convincersene. Anche le abitudini vecchie ormai potranno essere lasciate nell'armadio, ormai si diventa persone nuove, perché in fondo è stata una maniera casuale e poi gradevole di approcciare alle cose e alle persone, ma ora non serve più, ora si diventerà migliori.
Il sapore del miglioramento è sempre più gradevole, ci si abitua presto, è migliore degli altri sapori o aromi del passato, intensi, fugaci, sbagliati, scorretti, rubati, masticati, rigurgitati. Ecco che il momento forse è arrivato.
No, il momento non è arrivato, se pensi che sia arrivato, aspetta solo un altro pò.
E allora ritorna quella presenza, giù nello stomaco, a volte è dolore, a volte è nausea, a volte è quel sapore più gradevole che comincia ad andare a male, perché, ovviamente, gli ingredienti erano sbagliati, perché probabilmente, non hai ascoltato fino in fondo, non hai capito.
E allora il sorriso nuovo se ne va, il sorriso cambia e ritorna quello sguardo, quello del dolore allo stomaco, lo sguardo che sa, che riprende le vecchie abitudini, rielabora i vecchi sapori, gli unici che ormai si trovano e il resto... sono le solite cazzate. Poi ti senti toccare sulla spalla, ti giri e trovi quel sorriso diverso e lo indossi, poi è la volta del tuo sguardo speranzoso che ora, con vergogna, guarda verso il basso, perché, da stupido, non ha capito. Poi ti senti toccare sulla testa, ti alzi e trovi l'altro sguardo, quello che ti prende, ti blinda dentro di sé e ti fa guardare nel vuoto, altrove, ancora una volta.
Mal di testa... con questa umidità forse è normale... stasera ho bevuto due bicchieri di bianco a cena, forse sarà stato quello. Oggi ho passato la giornata inn giro per Nocera, forse sarà stato quello. Ho avuto anche una telefonata piacevole di una quarantina di minuti, via cellulare, forse sono le radiazioni... oppure l'uscita alle sei di sera in mezzo a Nocera deserta e umidissima, quasi nebbia, per andare a salvare la macchina e metterla in un punto che non sia bersaglio di bombardamenti... forse era l'umidità e i botti fortissimi per strada. Forse il sonno allora, che stasera un pò mi prende... nell'attesa della mezzanotte sempre mi prende... o il discorso del Presidente... che quest'anno ci ha parlato marcatamente della crisi, che esiste, e dei rimedi che sono il coraggio, la determinazione, la solidarietà che è come dire la barca affonda e non si ripara, ma voi tappate i buchi con determinazione. Forse non è oggi, non è ieri, è tutto il mese, il trimestre, tutto l'anno che, ora, comincia a pesare, con le ansie, gli spaventi, le corse, le cadute, gli scivoloni, le incazzature, le incomprensioni, gli incontri, gli addii, la malinconia, la voglia di urlare e andare via. Forse è quest'anno che deve finire. Forse è ora che arrivi l'anno nuovo, che porti idee nuove, scelte nuove, nuove strade, che porti ahimè anche i miei 30 anni e tutto il resto, ma ci saranno novità. Forse nel nuovo anno mi passerà il mal di testa. Forse si.
A metà settimana, mi trovo, al solito, nel momento della digestione, che deve essere rapida, tra la lezione di capoeira ed il rientro nel letto. L'allenamento procede, i lavori pure, i pagamenti arrivano e la morsa si allenta un pò... nel uikend ritorno a casa a continuare la grande opera. Nel frattempo cerco di rientrare un pò nella vita di tutti i giorni, il prossimo uikend sarò a Torino, il prossimo ancora forse a Milano e fine mese abbiamo lo stage invernale di capoeira, dopo di chè mi raccoglieranno col cucchiaino. Ieri giornata di grandi pensieri e meditazioni, poi sono stato al cinema, poi un tiramisù di Pompi. Oggi la giornata per certi versi è stata più pesante, per altri più leggera, come se stessi maturando un senso, che è giunto il momento di prendere le cose con più distacco, perchè non c'è nessuna punizione in attesa, non c'è nessuna regola, non c'è niente di precostituito. Solo è importante smettere di farsi domande, di aspettare quello che deve ancora venire. Se ci rifletto un pò già mi sento più libero... come se in fondo sia quello che vado cercando... e allora sorrido e capisco che forse tutto questo non vuol dire nulla, forse è tutto molto più semplice, così semplice da risultare ovvio e quindi impossibile.
Stamattina ho fatto colazione con latte caffè e una striscia potente di torta caprese. Un secondo caffè per capire chi ero e cosa dovevo fare, quindi ho indossato gli abiti da lavoro, ho aiutato un attimo mia madre con delle tende ed ho quindi preso le chiavi dell'appartamento. Fuori erano ammassate scatole e buste da buttare che avevo posizionato il pomeriggio prima. Entro in casa, chiudo la porta, poso le chiavi al solito posto ed entro nella stanza più grande, una di quelle più piene, mi dirigo al balcone, alzo la persiana, apro l'infisso, ripeto l'operazione all'altro balcone: luce, caldo, domenica mattina di sole, bene. Prendo coraggio, sposto le spalliere del letto, tolgo i vecchi libri e li metto al camino, mia madre girava ogni tanto, lontana dalla polvere che fa male a lei ed un pò anche a me. Porto le poltrone fuori, le sedie, sposto il divano... da terra sposto con la scopa lo smog sedimentato, il legno masticato dai tarli e qualche gomitolo di polvere, intonaco staccato dall'umidità. Poi è la volta del camino, dei cellulari, dei vasi, quindi le chitarre, quindi i cesti, quindi i liquori... sposto i piatti da portata, usati 3 volte in una vita, li mmetto al sicuro, sposto le buste coi giochi... sposto sposto sposto. La scopa di qua e di là, la polvere che si alza, la tosse e gli starnuti. Il pranzo: pasta alla bolognese, vino aglianico rosso del 2001, frutta dolce. Alle 15, momento differenziata, vetro carta plastica e secco indifferenziato, medicine scadute. Realizzo che è il due novembre. Caffè, abiti da lavoro, ritorno all'appartamento, fuori è sgombro, dentro è tutto aperto e pieno di sole, mi armo di battipanni esco fuori e.. come se fossi a kali, comincio a colpire ocn forza le poltrone e le sedie: colpo forte, riverbero dalla montagna, montagna di polvere grigia e secca che si alza ed accelera verso ovest... colpi su colpi, come a Kali e , come a Kali, una vescica sul pollice, alla fine. Per terra polvere terra e legno. Poi rimetto la roba dentro, provo a doare un ordine, ma deve stare tutto in mezzo per essere facilmente smistabile... per fare ordine a volte si passa prima per una fase di ben maggiore caos. Ora si comincia a capire quanta roba c'è..
Stasera le mie mani presentano diverse vesciche ed ematomi, stasera nell'allenamento colpivo, con un bastone di rattan, un copertone appeso ad una corda, portando il colpo, secondo l'insegnamento, in modo da avere una rotazione del polso e quindi un maggiore impatto.
L'impegno è stato consistente ed io avevo accumulato abbastanza tensione nella giornata, quindi i colpi sono risultati fragorosi, il bastone diventava sempre più pesante e sulla mano destra apparivano i primi ematomi.
La giornata di oggi è stata turbolenta per certi versi, deludente per altri, fastidiosa e snervante per altri ancora. Il pomeriggio ho lavorato a casa, ponendomi varie domande e quindi alle 7 e qualcosa sono andato in palestra, pregando inconsciamente, come ogni sera che mi preparo per andare, che l'allenamento fosse talmente impegnativo da spegnermi i ragionamenti e regalarmi un'ora e mezzo di silenzio mentale.
Così è stato anche stasera, poi il ritorno a casa, la cena, minestrone e poi un bigné con la crema zabaione, quindi frutta. I pensieri hanno provato a fare ritorno, ma su una mente stanca nel fisico ha poca presa qualsiasi cosa. Tra poco quindi andrò a mettere un pò di crema idratante su queste mani che stasera hanno tirato mazzate forti ed andrò quindi a dormire.
La casa fortunatamente è pulita e ordinata, fuori non piove e c'è silenzio. A giudicare dal cielo di stasera domani ci sarà il sole, poi nel weekend
Sentivo stasera al telegiornale, mangiando un ottimo couscous di verdure e tacchino, innaffiato da un buon Chianti e chiosato da una crostata con crema di limone, della percentuale di malattie mentali in italia, che è una percentuale alta, ora non ricordo con precisione, ma era consistente.
Come spesso accade nella mia testa.. l'unico neurone rimastam si sveste della sua aria confusa davanti ad una enorme libreria e diventa un neurone anziano e sapiente, con barba e occhiali tondi... tira un enorme cassetto pieno di cartelle e riesamina vari ricordi.
La voce di ricerca in questione è: "persone con problemi legati alla sfera della personalità" e mi ritornano alla mente varie persone che ho conosciuto da quando sono a Roma (ed ormai ci sono da un pò) che ricordo avevano un senso di malessere di tipo psicologico, legato alla sfera comunicativa dei rapporti personali, con gli amici o con il/la partner, alla sfera familiare, alla sfera lavorativa. Per quanto le problematiche siano le più differenti, il senso di malessere e di vero dolore che a volte trovavo in loro era comune, identico, a volte l'avrò provato anche io.
Non parlo dei disturbi psichiatrici che quelli, ormai si sa, sono dovuti a meccanismi non naturali del cervello e vabbè, parlo di problemi ben più blandi e lievi, ma che cmq finiscono per affliggere le persone nel loro vivere quotidiano.
Il malessere comune, dicevo, che sentivo negli altri e che a volte ho sentito anche io aveva una sua grande causa nel senso del riconoscimento.
Il riconoscimento... il sentirsi riconosciuti nel proprio essere da chi ci sta intorno, "se lui mi riconosce, allora io esisto,, non altrimenti".
Riconoscimento nel lavoro, nella sfera affettiva, nell'essere studente, nell'essere figlio.... e di nuovo ripenso a quante persone ho visto afflitte nel non sentirsi riconosciute dagli altri... quel senso di afflizione veniva espresso in maniera così diretta a volte da risultare infettivo.. ti si attaccava addosso a volte e ti portava a chiederti "ma tu... mi riconosci quello che ho fatto o non mi vedi propri? allora non valgo nulla"..
D'altro canto, forse è giusto pensare che il riconoscimento (chiamiamolo così) è bene che venga prima da noi stessi, perchè se tu 'ti vedi', allora ti vedranno anche gli altri. E quindi questo malessere altro non è che una sfumatura della colossale insicurezza che affligge, credo, tutti quanti.
Ora personalmente .. io mi vedo e non mi vedo, mi vedo perchè so quello che ho fatto finora e non mi vedo... perchè di base non me ne frega un cavolo di queste seghe mentali... e poi mi ci annoio... meglio pensare alle femmine.
Tuttavia stasera mentre ero al bagno a lavarmi i denti... ripensavo ai volti dei miei genitori, contenti per essermi venuti a trovare, contenti nel vedere, dopo un anno e dopo tanti problemi, come cmq mi ero organizzato nella casa nuova, contenti della cena preparata da me, del vino, del dolce, contenti.
Lì per un attimo mi sono sentito 'riconosciuto'... ed ho riso... forse anche io ho problemi legati alla sfera della personalità.
Grazie a Dio è finita un'altra settimana. Domani devo tornare di corsa a Nocera per il tagliando alla macchina e per un problema al motore. Si è accesa infatti una spia che indica "Guasto al motore" e me'co' ...., me' complimenti! Spero che la macchina non mi si fermi domani in mezzo all'autostrada. Ho iniziato, oltre a capoeira, anche questo corso di Kali Filippino, qui vicino casa mia, un'arte marziale molto diretta e di impatto, spero di riuscire a continuare.
La settimana è andata come al solito... sempre alla rincorsa, a scordarsi le cose da fare e a doverle rimandare al giorno dopo.
Stasera non so se uscire, in casa ho poca roba da mangiare, ma credo che mi farò un piccolo ragù di carne, poi vedrò un pò di tv, magari mi fumo un sigaro e poi mi metterò a letto, sperando di svegliarmi presto domani e risolvere il problema macchina.
[ENG Version - Better]
[Versione ITA - Ottimo Giannini, ma le traduzioni fanno perdere sempre sfumature]
Ascolto un pianoforte in sottofondo, la luce calda dell'abatjour illumina parzialmente la mia tastiera. Ho da poco cenato: carne, con contoro di cicoria ed un pò di peperoni che avevo cucinato ieri. Sono stato a capoeira, fortunatamente ha smesso di piovere ed ora sto per andare a dormire, domani altro giorno della settimana, altro giorno di lavoro.. Ho passato un bel uikend, tra la notte bianca di sabato, ed il pranzo domenicale in ottima compagnia. La sera ero un pò triste e stamattina mi sono svegliato nel solito silenzio. Un caffè e mi sono messo a lavorare, come sempre, come al solito. Vabbè..
Le giornate stanno scorrendo in fretta, è passato già metà mese ed io ho ancora tantissime cose da fare, lavori da consegnare, libri da leggere, bollette da pagare, cose da organizzare.
Cercherò di farle tutte, un passo alla volta.... perchè un passo alla volta mi basta.
Stamattina metto a fare il caffè, scaldo il latte e tiro fuori nutella e pancarrè, la domenica mi dedico alla colazione abbondante. Apro lo scolapiatti e prendo una tazza grande e, in mezzo a tanti bicchieri e tazzine nuove di design, regalo di natale di mia sorella carmen (maria ha regalato la macchinetta), vedo varie vecchie tazzine, con i manici rotti, un pò scheggiate... insomma non più idonee alla loro funzione.. Mi sono rivenute alla mente le parole di Sara che circa due anni fa mi domandava perchè mai le tenessi... Può sembrare banale, può sembrare anche assurdo... ma quando io vedo quelle tazze e bevo il caffè da lì mi ricordo immediatamente degli anni dell'università, quando angosciato, ansioso, incerto, preparavo gli esami, bevendomi quattro caffè al giorno e nelle fasi di stretta anche 2-3 caffè notturni. Nel momento in cui aspettavo che uscisse il caffè, cercavo di spegnere il cervello, oppure cercavo di ricordare un intero discorso logico per vedere se mi era chiaro. Poi mi bevevo il caffè, guardavo la tazza, a volte ne avevo bevuti talmente tanti che solo l'inghiottire il caffè mi bruciava tutto l'esofago, ma dovevo continuare a berlo perchè avevo sonno e dovevo continuare a studiare. C'era un unico interrogativo costante, guardando la tazzina: "Chissà come andrà?" e poi sempre mentre bevevo il caffè, per avere sollievo cercavo di immaginarmi la mia vita dopo quell'esame, perfetta, serena, rilassata, a colori, gioiosa e felice. In quel momento invece ero prigioniero delle formule, dello studio, dei ricordi, della stanchezza che cercava di distrarmi e della paura di non farcela. In quel momento la mia vita era sempre cupa e dopo l'esame sarebbe stata perfetta.
Bene, allora quando oggi bevo da quelle tazzine, le guardo e le conservo.. in un certo modo non voglio dimenticare quella fase, quei momenti, che mi servono per capire che adesso, al momento, la mia vita è diventata perfetta, a colori, gioiosa e felice.
Rieccomi a scrivere... non importa se quest'anno l'ho fatto poco... siamo a settembre, comincio da capo, riprovo, anche perchè, un pò, ne ho bisogno.
Ieri sera sono rimasto a casa per lavorare, stamattina colazione a base di nutella ed è finita che non ho pranzato, poi doccia e poi lavoro di nuovo... perchè, dico, nel uikend, lavoro con più calma... e poi oggi non avevo niente da fare... come se questo svilisse la mia possibilità di oziare... e vabbè.
Mi ritrovo quindi ad osservare il mio comportamento... un malessere di base nel fare le cose... stanchezza, ansia... quasi voglia di rimettermi a mangiare le unghie... un'altra volta... allora mi alzo e mi affaccio alla finestra per prendere un pò d'aria... dalla cucina, dove la finestra non è così grande ed io ci sto bene, devo solo stare attento al secchio della spazzatura. Guardo fuori, i balconi, gli intonaci, le auto, la gente che passa, la gente che resta ferma, a bere e a parlare di fatti, di problemi irrisolti, di debiti.
Rientro dentro, metto i piatti nella lavastoviglie, il sole oggi era poco e a quest'ora comincia a sparire, le giornate si riaccorciano! Vorrei quasi smettere di stare davanti a questo pc ed andare a fare un giro, l'ho fatto prima mentre facevo la spesa, ho comprato ortaggi, verdure e tonno e prima faceva anche caldo. Di uscire un'altra volta in fondo non mi va, mi dovrei rivestire... ora sono stanco e principalmente annoiato.
Sabato pomeriggio fermo a casa... in fondo mi piace... la settimana è stata pesante... forse stasera esco... forse domani vado a mare... e poi domani pomeriggio mi devo vedere con quegli altri 7 balordi per il nuovo disco... bah! ora ho fame.
Oggi piove, il martedì sta piovendo sempre a quanto piove, fortunatamente non ho panni stesi, alle 17.30 andrò a giapponese e mi pioverà addosso il mondo perchè non ho con me l'ombrello. Mah! Pri
Scrivo velocemente, perchè altrimenti non aggiorno mai. Stasera torno dal solito kebab del lunedì in compagnia del corvo. Il pc era acceso ad aspettarmi e quindi scrivo due cose per ridare vita al blog.
Ahimè la galleria fotografica (a livello hardware) è andata perduta, ma le foto ci sono. Devo solo ricreare una struttura ad albero.
A questo batizado di capoeira sono diventato alunno graduato e la cosa, anche se è gratificante, sinceramente ancora mi confonde, perchè il senso, se c'è, lo devo ancora comprendere, al momento continuo ad allenarmi come prima.
Il caldo tarda ad arrivare. Questa estate non so cosa farò, sicuramente Sapri per stare con i genitori e al massimo una settimana fuori, come l'anno scorso.
Mi attende ancora un lavorone enorme di montaggio di dvd, unitamente agli altri lavori, ma siamo ancora a giugno ed il tempo del riposo è ancora lontano.
Pe rtutt questo periodo di silenzio il mio blgog non mi consentiva di effettuare l'accesso. Ho avuto un malware sul mio sito entrato attraverso una galleria di immagini che avevo per le foto di capoeira ed ha inguiaiato ogni file del mio sito e ce n'erano tanti, comunque a quanto pare adesso funziona. Quindi da domani torno a scrivere. Ciao!
Stamattina finalmente abbiamo chiarito un altro punto e stiamo quindi tutti per tornare alla normalità. Nel frattempo ho dovuto accompagnare mia sorella a Salerno, perchè a Nocera sopprimevano un treno dopo l'altro... e vabbè. Oggi ricomincio il rientro verso le 14 e devo ancora mettere a posto la roba nei bagagli, ma stiamo tornando alla normalità. Stasera di nuovo capoeira e siamo a metà aprile (oggi è il 14), tra 10 giorni sono di nuovo qui. Speriamo di superare anche questo passo senza grosse problematiche!